Dall’intelligenza e savoir-faire leggendari, lo svizzero César Ritz (1850 -1918) percorse tutti i gradini di una gloriosa carriera alberghiera. Questa straordinaria storia, però, non sarebbe stata scritta senza il fortunato incontro con Auguste Escoffier (1846-1935), uno dei più grandi chef della storia. Insieme ridisegnarono l’hotellerie e la cucina moderna.
È nel pieno della spumeggiante Belle Époque, il periodo delle grandi trasformazioni sociali, economiche e scientifiche, delle Esposizioni universali e dello sviluppo della ferrovia, che l’élite europea prese l’abitudine di villeggiare, lasciando le lussuose abitazioni cittadine, ricercando, altrove, il medesimo sfarzo e comfort. Nacquero così i primi grandi hotel in località termali come Vichy e Plombières, di mare come Cannes, Biarritz e Deauville, ma anche in pittoreschi paesini di montagna e di lago, all’inizio in Francia e, successivamente, in tutta Europa. Era, infatti, necessario creare delle strutture alberghiere all’altezza di ospitare le teste coronate di tutta Europa, gli eleganti aristocratici, i ricchi borghesi e i grandi artisti di fine ‘800, abituati ormai a viaggiare per affari o per piacere, in queste nuove e affascinanti destinazioni dando inizio, di fatto, al turismo.
Ed è proprio in questo contesto che iniziò la fortuna di César Ritz, l’uomo che costruì un vero e proprio impero del lusso.