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Leonardi e l’‘Apicio moderno’

Sala&Cucina

Pioniere della cucina ‘moderna’ settecentesca italiana, Francesco Leonardi (circa1730-1816) è stato uno dei più influenti cuochi e teorici della gastronomia del XVIII secolo e il primo grande chef a compiere un’operazione culturale straordinaria: nazionalizzare la cucina francese in Italia, fondendola con le tradizioni locali. Fu un vero e proprio spartiacque e un pilastro fondamentale per la storia della gastronomia del nostro Paese.

Vita di un ‘cittadino del mondo’

Gli importanti incarichi professionali di Francesco Leonardi vanno di pari passo con la mappa del potere e della cultura nell’Europa illuminista. Nato a Roma intorno al 1730 si formò a Parigi nelle cucine del Maresciallo di Richelieu, dove apprese la cucina francese, allora all’apice dell’egemonia culturale e gastronomica. Lavorò poi a Napoli per il principe Michele Imperiali di Francavilla in una corte dove il gusto d’Oltralpe veniva declinato con sfarzo ma anche con una grande attenzione ai prodotti del territorio e a Roma per il cardinale De Bernis, ambasciatore di Francia presso la Santa Sede.

Al seguito del Gran Ciambellano Ivan Ivanovič Šuvalov, giunse in Russia. Divenne maestro di casa del principe Grigorij Orlov e, nel 1783, raggiunse il massimo prestigio come cuoco particolare e ‘scalco’ della grande imperatrice Caterina II a San Pietroburgo, incarico che lasciò a causa del clima troppo rigido, tornando in Italia.

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