Una delle più importanti scrittrici e giornaliste italiane, pioniera della scrittura progressista tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Matilde Serao (1856-1927) ha saputo tratteggiare mirabilmente la vitalità gastronomica, e non solo, di una città come Napoli.
Nata a Patrasso in Grecia, da padre italiano e madre greca, si trasferì a Napoli con la famiglia nel 1860. Dopo aver studiato lettere, iniziò la sua carriera come giornalista, lavorando per diversi quotidiani.
Fondò nel 1885 il Corriere di Roma con il marito Edoardo Scarfoglio, nel 1892 il quotidiano Il Mattino e Il Giorno nel 1903, in seguito alla dolorosa rottura con il marito e a un nuovo amore con il giornalista Giuseppe Natale. Alla base vi fu sempre un vivace interesse per i temi sociali e politici raccontati con uno stile realistico e incisivo.
Matilde Serao fu molte cose: una donna moderna e libera, empatica soprattutto verso i più deboli, curiosa di tutto, capace di scrivere circa 70 opere letterarie e inventare innumerevoli rubriche e riviste su svariati temi, animatrice culturale di circoli e salotti. Fu anche una talentuosa procacciatrice di sponsor pubblicitari e una brillante public relationer dalle numerose collaborazione con riviste internazionali. Scrisse di donne, per le donne e da donna ma non fu, né volle essere, femminista.
Non sempre benvoluta, come capita spesso alle donne forti, fu una presenza certamente “ingombrante”, ma leggendaria.